
Gentile visitatore,
ti diamo il benvenuto nella Piazza Duomo di Carini.
Questa guida è stata realizzata dalla Associazione Jonathan Livingston odv, con il patrocinio del Comune di Carini, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero della Cultura inserite nella Missione uno (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), e Componente tre (Turismo e Cultura quattro punto zero).
Siamo onorati che tu abbia scelto di visitare questo luogo.
La Piazza Duomo, da sempre è il cuore pulsante di Carini, si trova al centro dell'antico "Piano di li Carduni" letteralmente “la piana dove venivano coltivati i cardi” del sedicesimo secolo. Questo spazio fungeva da fulcro di collegamento tra le principali direttrici viarie della città, sotto il potere sia temporale che spirituale. Oggi, la piazza ospita uffici, banche, attività commerciali e servizi, mantenendo il suo ruolo centrale nella vita cittadina.
La piazza rappresenta la parte più rappresentativa e monumentale di Carini, con i suoi palazzi signorili che si estendono lungo Corso Umberto Primo. Tra gli edifici di rilievo che si affacciano sulla piazza vi è il Duomo di Carini, dedicato a Maria Santissima Assunta ed eretto alla fine del quindicesimo secolo incorporando le preesistenti chiesette del Santissimo Sacramento e di San Sebastiano. La facciata tardo-settecentesca in stile barocco è caratterizzata da tre grandi portali sormontati da timpani semicircolari e fa da piano scenografico della piazza antistante. Il suo interno è a tre navate divise da un doppio colonnato, presenta decorazioni settecentesche con stucchi ed affreschi neoclassici realizzati da Giuseppe Testa nel mille settecento novantacinque.
Accanto al Duomo, alla sua sinistra guardando frontalmente la facciata della Chiesa, si trova l'Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, adornato con stucchi di scuola serpottiana che rappresentano un esempio significativo dell'arte barocca siciliana. Mentre scorrendo con lo sguardo verso la destra della facciata, superata la vista della fontana si incontra la Chiesa di San Vito, patrono della città.
La Chiesa, ha subito diversi interventi nel corso dei secoli. Nel millequattrocentoquarantasette fu ingrandita, e nel millecinquecentotrentadue venne restaurata e sopraelevata, come indicato nell'architrave del portone d'ingresso. La facciata presenta un tetto a capanna con rifinitura a intonaco paglierino, mentre il campanile a pianta quadrata, originariamente indipendente, è oggi inglobato nella struttura e termina con un tetto a cupola. L'interno è ad unica navata con cappelle profonde intercomunicanti.
Sulla facciata della Chiesa di San Vito, sul lato prospicente la fontana, è presente un loggiato con un affresco raffigurante San Cristoforo, protettore dei viandanti e dei pellegrini. Quest'opera del diciannovesimo secolo rappresenta una testimonianza dell'importanza del santo nella tradizione locale. Accanto alla loggia, alzando lo sguardo, è presente un elitropio, o meridiana, realizzato dal teologo carinese padre cappuccino ed incisore Sigismondo, al secolo Costantino Giovanni Vincenzo Cirillo Benedetto, nato nel milleottocentotredici e morto a Carini all'età di quarantasette anni.
Agli inizi del ventesimo secolo, il Comune di Carini decise di rinnovare la pavimentazione di Piazza Duomo, sostituendo i ciottoli di cava con l'attuale lastricatura. In questo progetto rientrava anche la sostituzione della fontana preesistente con una più moderna e la costruzione del Monumento ai Caduti. La nuova fontana, conosciuta come Fontana dei Sette Cannoli, fu progettata dall'ingegnere comunale Cottone. Le bocche a forma di serpente che riversano l'acqua sono in bronzo, opera dello scultore Antonio Ugo e realizzate dalla Fonderia Oretea di Palermo. I lavori furono completati nel millenovecentoventisei e da allora la fontana non ha subito modifiche.
Piazza Duomo a Carini è il cuore storico e culturale della città, circondata da edifici di notevole interesse architettonico e storico. Tra questi spiccano:
Dalla Piazza correndo verso il mare si apre il Corso Umberto Primo, l'arteria principale. Ha svolto un ruolo significativo durante il Risorgimento italiano. Il quattro aprile milleottocentosessanta, da Carini partirono quattrocento uomini diretti a Palermo per unirsi ai moti insurrezionali contro il dominio borbonico, anticipando lo sbarco di Garibaldi in Sicilia. Questa partecipazione attiva della cittadinanza locale sottolinea l'importanza di Carini nel contesto delle lotte per l'unità d'Italia.
Sul Corso Umberto al civico ottantuno, una lapide nel palazzo Cutietta, ricorda l'insurrezione popolare del tre aprile, capeggiata da Antonio Curreri. Dopo il fallimento della Rivolta della Gancia a Palermo avvenuta tra il tre e il quattro aprile milleottocentosessanta, molti insorti si rifugiarono a Carini, organizzando una controffensiva. Le truppe borboniche, guidate dai generali Cataldo e Gutenberg, attaccarono la città il diciotto aprile con circa duemila soldati, sconfiggendo i ribelli. La repressione fu brutale: saccheggi, incendi e stragi civili segnarono l’evento, tanto che persino il Re Francesco Secondo criticò l’eccessiva violenza delle sue truppe. Il dodici maggio una squadra di « picciotti » , che in siciliano significa “ragazzi” , carinesi raggiunse a Salemi “l’esercito dei Mille di Garibaldi” e li seguì fino al Volturno. Cinque giorni dopo, il diciassette maggio, arrivò a Carini Rosolino Pilo, precedendo l'avanzata dei garibaldini e recando l'annuncio della vittoria di Calatafimi; vi costituì un Comitato e reclutò un migliaio di volontari. Il giorno seguente, Garibaldi giungeva a Partinico e a Borgetto, diretto verso Palermo.
Al civico quarantasei alzando lo sguardo verso il primo piano, tra le imposte di colore azzurro, è posta una lapide a ricordo dell’omaggio che Giuseppe Garibaldi, volle fare ai caduti della città, dopo lo sbarco a Marsala. Sulla lapide sono incise queste parole: “Da questa casa, nel meriggio del sette luglio del milleottocentosessantadue, in faccia alla gloria del sole, soave e fatidico, parlò ai carinesi plaudenti l'arcangelo liberatore Giuseppe Garibaldi, additando le vie del Campidoglio al grido di guerra 'Roma o morte'
Piazza Duomo e Corso Umberto I rappresentano dunque il fulcro della vita storica, culturale e sociale di Carini, testimoniando le trasformazioni architettoniche e gli eventi storici che hanno segnato la città nel corso dei secoli.
Gentile visitatore ti invito a visitare i monumenti che ti ho descritto, per rivivere la storia di questa città e contemplare la magnificenza di questi luoghi.












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04/02/2026 03:22 ora locale
Piazza Duomo, Carini, PA, Italia