
Gentile visitatore,
Ti diamo il benvenuto alla fontana della badìa.
Questa guida è stata realizzata dalla Associazione Jonathan Livingston odv, con il patrocinio del Comune di Carini, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero della Cultura, inserite nella Missione uno (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), e Componente tre (Turismo e Cultura quattro punto zero).
Nel cuore del borgo medievale di Carini, la Fontana della Badìa rappresenta un elemento di continuità tra la storia e la vita quotidiana.
La vasca della attuale fontana, venne realizzata intorno al XVII secolo, nel periodo in cui Carini era un fiorente feudo della famiglia La Grua Talamanca, e la costruzione della fontana, si inserì probabilmente nell’ambito delle migliorie urbane promosse dai principi locali dopo l’istituzione del Principato di Carini nel 1662, quando il paese conobbe uno sviluppo monumentale e urbanistico. Il nome "Batia" o più comunemente "Badia" deriva dalla sua collocazione avvenuta nel XIX secolo di fronte il complesso monastico delle monache di clausura domenicane della chiesa di San Vincenzo Ferreri.
Originariamente, la fontana era situata presso l'accesso al borgo medievale di Carini, in una posizione che ne sottolineava l'importanza come punto di riferimento per la comunità locale, successivamente venne trasferita nell'attuale posizione sul Corso Umberto I (all'epoca denominato "Via Nuova"). nell'ambito di una serie di lavori di riqualificazione urbana, che comprendevano l'abbassamento del livello stradale per agevolare l'accesso al centro storico. Da allora, la Fontana della Badia è diventata una delle prime opere visibili per chi giunge in città, rappresentando un simbolo di accoglienza per i visitatori e una testimonianza del passato architettonico di Carini.
La Fontana della Badìa si presenta oggi come un piccolo gioiello di architettura semplice ma suggestiva, incastonata ai piedi di una scalinata simmetrica in pietra. Due rampe gemelle, in muratura e balaustre di pietra calcarea locale, fiancheggiano la massa centrale della fontana e conducono verso l’alto alla grande Porta del borgo medievale detta Porta di Terravecchia o “Ferravecchio”. La porta – un arco ogivale in conci di pietra – costituiva l’accesso alle mura del castello sovrastante, e la fontana ne occupa il basamento, fondendo funzionalità e decoro scenografico. La vasca della fontana è addossata al muro di sostegno tra le due rampe: è un robusto parallelepipedo in pietra scolpita, con un pannello rettangolare centrale (che un tempo forse recava un’iscrizione o uno stemma nobiliare oggi consunto dal tempo). Sotto di esso si aprono le due cannelle da cui sgorgava l’acqua sorgiva, riversandosi nella vasca alla base. L’assenza di ornamenti scultorei elaborati – fatta eccezione per modanature geometriche e possibili stemmi araldici ormai poco leggibili – conferisce all’insieme un’eleganza sobria. Lo stile è quello di una fontana barocca rurale del Seicento: più funzionale che celebrativa, ma comunque armoniosa nel disegno. Il colore caldo della pietra locale, patinata dai secoli, si sposa con l’ambiente circostante.
Questa fontana aveva, un duplice ruolo per Carini: simbolico da un lato e pratico dall’altro. Da un punto di vista simbolico, la Fontana della Badìa segnava l’ingresso al borgo antico: chi giungeva dalla strada principale, incontrava la fontana ai piedi della porta, come primo benvenuto dell’abitato storico. L’acqua che vi sgorgava simboleggiava l’ospitalità e la prosperità della comunità locale – un elemento vitale offerto a pellegrini, viandanti e cittadini all’ingresso della città murata. Non a caso, molte processioni religiose e cerimonie civiche facevano sosta in questo slargo davanti alla fontana, rendendola scenario di ritualità condivise nel corso dei secoli. Dal punto di vista funzionale, la fontana costituiva una delle principali fonti di approvvigionamento idrico per gli abitanti del borgo medievale. Nell’era pre-moderna, in mancanza di acquedotti diffusi, era qui che le donne del paese attingevano l’acqua per gli usi domestici e i viandanti abbeveravano i cavalli.
Intorno alla Fontana della Badìa si sono sedimentate nel tempo anche piccole tradizioni popolari e aneddoti tramandati oralmente. Si racconta, ad esempio, che l’acqua fresca della fontana avesse un sapore particolarmente buono – merito forse delle falde del vicino Monte Pecoraro Una credenza locale sostiene che bere l’acqua della Badìa porti fortuna ai nuovi sposi: anticamente, dopo la cerimonia nuziale nella chiesa di San Vincenzo, gli sposi si facevano fotografare presso la fontana e bevevano un sorso insieme, come auspicio di fertilità e prosperità. Non mancano infine i racconti leggendari legati alla fontana e al castello: alcuni narrano di passaggi segreti sotterranei che collegherebbero la cisterna della fontana alle segrete del Castello di Carini, forse frutto della fantasia popolare alimentata dalla natura misteriosa dei sotterranei medievali. Sebbene tali leggende non abbiano riscontri documentari, contribuiscono al fascino del luogo e alla sua atmosfera carica di memorie. I visitatori che sostano presso la fontana, soprattutto nelle sere d’estate, potrebbero ancora oggi sentire riecheggiare nelle pietre le storie e i sussurri del borgo antico.
La Fontana della Badìa è parte integrante del complesso storico-monumentale che comprende la Chiesa di San Vincenzo e l’antico borgo fortificato. La chiesa, con l’annesso convento, si affaccia sulla fontana e vi proietta la sua ombra: un tempo le monache di clausura potevano osservarla da dietro le grate del coro sopraelevato, e il mormorio dell’acqua era forse uno dei pochi suoni del mondo esterno a raggiungere il silenzio del chiostro. Sopra la fontana si erge la già citata Porta del Borgo Medievale, attraverso cui si accede alle viuzze interne del quartiere Terravecchia, che circondavano il Castello di Carini.
Gentile visitatore, adesso ti invito a salire le scale per ammirare la porta della Terravecchia ed iniziare la tua visita all’interno del borgo medievale.






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04/02/2026 03:31 ora locale
Corso Umberto I, 19, 90044 Carini, PA, Italia