Gentile visitatore, ti diamo il benvenuto al Baglio di Carini.
Questa guida è stata realizzata dalla Associazione Jonathan Livingston odv, con il patrocinio del Comune di Carini, grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza del Ministero della Cultura inserite nella Missione uno (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo), e Componente tre (Turismo e Cultura quattro.0).
Siamo onorati che tu abbia scelto di visitare questo luogo.
Benvenuti, cari visitatori! Oggi vi accompagno alla scoperta della Torre di Vita, una delle più antiche strutture difensive che sorgono appena fuori dal borgo medievale di Carini. Questa affascinante fortezza, costruita nel XVI secolo, rappresentava un importante baluardo per proteggere gli abitanti dalle incursioni e garantire il controllo strategico del territorio circostante. Preparatevi a un viaggio indietro nel tempo, tra storia, iscrizioni e mistero.
La Torre di Vita fu edificata con uno scopo preciso: rafforzare la difesa del Castello di Carini, particolarmente sul lato sud, un punto cruciale per prevenire eventuali attacchi. La sua solida struttura a base quadrata riflette le esigenze militari dell’epoca, in cui ogni dettaglio architettonico era studiato per resistere agli assalti e consentire un’efficace sorveglianza.
Questa torre porta con sé un’eredità che racconta storie di famiglie e di cambiamenti. Inizialmente, apparteneva alla nobile famiglia Ingaesi, ma successivamente passò ai Di Vita, da cui prende il nome attuale. Le tracce di questi antichi proprietari non si trovano solo nei documenti, ma anche sulle mura stesse della torre, dove possiamo leggere due enigmatiche iscrizioni in latino, che ci svelano molto sulla mentalità del tempo.
Sulle architravi delle facciate troviamo due frasi scolpite nella pietra, che sembrano sussurrare i pensieri e le credenze di un’epoca lontana:
"O amice amicus nemo" – Tradotta come "O amico, nessuno è amico", questa frase riflette una visione disillusa delle relazioni umane. Forse un avvertimento o una riflessione sulla difficoltà di trovare persone veramente fidate.
"Qui sperat in Domino sublimabitur" – Significa "Chi spera nel Signore sarà esaltato". Questa iscrizione esprime invece un messaggio di fede e speranza, suggerendo che, nonostante le difficoltà del mondo, la vera elevazione arriva attraverso la fiducia nella Provvidenza divina.
Queste iscrizioni ci raccontano di un’epoca complessa, in cui convivevano scetticismo verso le relazioni umane e una profonda fiducia in Dio.
La Torre di Vita, nonostante il passare dei secoli, conserva molti dei suoi elementi distintivi, che affascinano studiosi e appassionati di architettura militare. Le spesse mura, le aperture ridotte e l’imponente struttura a base quadrata raccontano la funzione difensiva che questa torre svolgeva con orgoglio.
Anche se segnata dal tempo, la torre rimane un simbolo della storia locale, un testimone silenzioso del passato di Carini. La sua posizione e la sua storia la rendono una meta imperdibile per chi desidera approfondire il patrimonio culturale siciliano.
Vi invito a soffermarvi davanti alla Torre di Vita e a lasciarvi ispirare dalle sue mura antiche. Ascoltate le storie che sembrano emergere da quelle pietre, osservate le iscrizioni che portano il peso di un’epoca passata e immaginate le vite di coloro che, secoli fa, cercavano rifugio e sicurezza tra queste mura. La Torre di Vita è più di un edificio: è un pezzo di storia siciliana che continua a vivere, pronto a essere esplorato e ammirato.
Buona visita e buon viaggio nel tempo!
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